Contesto
Contesto

Il territorio beneficiario, danneggiato anche dalla trascorsa speculazione edilizia, conta centinaia di case popolari, in quartieri massimamente malsani e sovrappopolati. Vi si sconta anche un tasso di dispersione scolastica e di disagio culturale tra i più alti dell’intero ambito comunale, oltre a problemi legati alla disoccupazione (tasso tra i primi d’Italia) e alle importanti infiltrazioni camorristiche nel tessuto sociale. Una municipalità demograficamente giovane che tuttavia ai giovani stessi non riesce a corrispondere adeguate azioni di partecipazione ed un effettivo coinvolgimento per un riscatto sociale e culturale, motivo primo di ideazione di àdEST.  In effetti, con una popolazione 0-13 anni oltre il 16% e 14-20 anni oltre il 10%, il territorio esprime un tasso giovanile superiore a quello della stessa Città di Napoli. Tra i giovani, schizza oltre il 50% l’indice di rischio di dispersione scolastica, neppure il 18% dei giovani riesce a diplomarsi e il 4% a laurearsi, la disoccupazione raggiungendo il 40%.

Il territorio dell’intervento è la periferia est di Napoli, nei suoi quartieri Ponticelli, Barra, San Giovanni. Dopo la Seconda Guerra mondiale, la grande speculazione edilizia costruì case popolari che realizzarono rioni sovrappopolati. Le industrie insediatesi richiamarono poi la copiosa immigrazione provinciale e altri residenti si aggiunsero dopo il terremoto del 1980, ingigantendo la popolazione. Ad una simile residenzialità non sono state mai assicurate adeguate strutture e spazi pubblici. A causa della crisi industriale degli anni Settanta e Ottanta, i tre quartieri hanno poi vissuto un aumento di disoccupazione tra i più gravi in Italia. Questi fattori hanno quindi determinato l’attuale contesto di forte disagio, riversato soprattutto sui giovani: il territorio della presente attenzione è infatti uno dei più “giovani” dell’intero ambito comunale, con un alto tasso di evasione scolastica e una grave dispersione di capitale umano. In un contesto tanto difficile, a ben vedere, le attitudini dei giovani faticano ad emergere ed andrebbero accompagnate nel processo con una pronta metodologia. A fronte di tali problemi, tra l’altro, l’imprenditoria sociale potrebbe fornire risposte in termini di occupazione, ma il territorio napoletano non registra buone tendenze a riguardo, nonostante al Sud si creda molto nella forma della cooperativa. Questa soluzione sociale, nata per “migliorare la situazione economica e sociale dei soci”, potrebbe essere dunque uno degli strumenti più adeguati di valorizzazione lavorativa delle attitudini dei giovani, con benefici immediati e di lungo periodo, su un territorio disastrato ma ancora strategico, cerniera tra scenari e mercati di Napoli e dell’ambito vesuviano.